Francesca Chaouqui alle Finanze del Vaticano: ecco la storia

A soli 31 anni, Francesca Chaouqui è diventata l’unica donna fra gli otto membri della Commissione referente sui dicasteri economici della Santa Sede. L’incarico ha fatto notizia, in molti si sono chiesti come abbia fatto una ragazza così giovane a essere inserita in una struttura che ha il compito di riordinare gli uffici economici e amministrativi del Vaticano e che, per questa ragione, ha accesso ai documenti più riservati della Santa Sede. Si parla tanto di pari opportunità, di modernizzazione della Chiesa, poi, quando ci si muove in questa direzione, immediatamente sorgono i punti interrogativi di un Paese che resta intimamente sessista e conservatore.

In una lunga confessione, raccolta per L’Espresso da Denise Pardo, Francesca Chaouqui racconta il percorso che l’ha portata in Vaticano. Un “viaggio” che inizia a San Sosti, in provincia di Cosenza, dall’incontro della madre con il padre egiziano che la abbandonerà dopo la nascita. La bambina viene cresciuta dalla madre, dalla nonna e da una zia e trova in don Carmelo Terranova, la figura paterna che manca alla sua educazione. 

Arriva a Roma, il test per entrare nella facoltà di Medicina non va bene, allora la ragazza decide di iscriversi a Giurisprudenza. Per mantenersi fa la ghost writer delle tesi e organizza “un mini Cepu clandestino”. Conosce gli assistenti dell’avvocato Carlo Taormina e, infatti, la sua tesi di laurea verterà sul delitto di Cogne, la spettacolarizzazione dei processi e il libero convincimento dei giudici.

Francesca è intraprendente e sa cogliere le opportunità che le si presentano di fronte, come quando nella sala lettura del Senato incontra Giulio Andreotti. Lo avvicina e gli chiede un consiglio, quello per entrare in uno studio legale. Il senatore le indica lo studio Pavia e Ansaldo. E lì, a 22 anni, viene presa per il praticantato e un po’ “adottata”. Un giorno il marchese Guerrieri Gonzaga, amico del titolare dello studio Ernesto Irace, le fa conoscere Marisa Pinto Olori del Poggio, amica, fra gli altri, del segretario dell’Onu Ban Ki-Moon. La donna è potentissima, colta, con una rete di amicizie ramificata. Francesca apprende da lei l’arte di costruire delle relazioni: “La contessa che ha immense capacità di relazioni, mi indica, in un certo senso, un metodo: se vuoi mettere in contatto la persona A e con la persona B devi trovare un interesse comune e su questo lavorare. Lei mi insegna tutto: come si apparecchia la tavola, come si riceve, come riuscire a tenersi un marito”. 

È da questo momento che inizia la vera escalation di Francesca che inizia a frequentare i ricevimenti delle ambasciate e in ambienti molto vicini al Vaticano. La ragazza si crea la sua rete di conoscenze e crea, di fatto, il settore delle relazioni esterne della Pavia e Ansaldo.

A 26 anni passa alla sede romana dello studio internazionale Orrick, dove si occupa della visibilità del marchio. Si iscrive alla Ferpi, la federazione dei professionisti delle relazioni pubbliche. A 27 anni è una delle poche donne presenti a Cernobbio, al forum dello Studio Ambrosetti. Diventa amica del giornalista Gianluigi Nuzzi (autori di “Vaticano Spa” e “Sua Santità”) e stabilisce dei contatti con Vedrò, l’associazione di Vedrò, nella quale si iscrive. Lo studio è frequentato da giornalisti e politici, fra cui Vittorio Grilli e Fabrizio Saccomanni.

Nel marzo di quest’anno lascia Orrick e dopo una serie di incontri inizia a collaborare con il team comunicazione di Ernest & Young. Poco dopo arriva la telefonata di Luci Vallejo Balda, segretario della Prefettura per gli Affari economici, spagnolo e membro dell’Opus Dei: le propone di entrare a far parte del comitato referente sui dicasteri economici della Santa Sede. Chaouqui manda il curriculum e viene nominata. 

Le lezioni della sua maestra Marisa Pinto Olori del Poggio sono state apprese alla perfezione: la prossimità alle stanze dei bottoni e le giuste relazioni fertilizzano il campo per l’irresistibile ascesa di Francesca che si dice “spiritualmente molto vicina all'Opus Dei”. Ammette di avere coltivato rapporti in Vaticano da molto tempo, in particolar modo con i cardinali Bertelo, Farina e Tauran. Inoltre, negli equilibri all’interno del Vaticano, l’Opus Dei riveste un ruolo sempre più importante: sia l'argentino Carlos Maria Nannei della prelatura dell'opera e procuratore della Santa Sede sia il capo supremo Javier Echevarria sono molto vicini a Papa Francesco.

Nella sua breve esperienza in Vaticano non sono mancati i problemi. Dall’account di Gmail sono state sottratti vari documenti, successivamente dalla sua pagina Facebook sono state sottratte foto che la ritraevano abbracciata al marito che è un esperto di sicurezza informatica e attualmente sta lavorando proprio a questo caso. Ma i problemi "digitali" non sono finiti: Francesca ha anche postato un tweet sulla leucemia di Ratzinger, ma aggiunge anche di non aver mai pubblicato nulla sulla corruzione del cardinal Bertone, ma di essersi limitata a linkare una notizia apparsa su Dagospia. A difenderla ci sarà l’avvocato Giulia Bongiorno, uno dei più celebri legali di Roma.

Cosa attende Francesca? Il suo compito è quello di “accreditare presso la business community” i 270 tra enti, fondazioni e dicasteri economici che fanno capo al Vaticano, di far capire “che l’aria è cambiata” e che “la potenza economica del Vaticano è costruttiva, positiva, limpida e non occulta”. Alla rivoluzione mediatica di Papa Francesco occorre dare una sponda economica che offra lo stesso appeal e questa ragazza, alla quale la zia, disse un giorno di sognare l’impossibile di viverlo, sarà una delle persone che avranno l’onere di portare a termine questo compito.

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