Ice: export verso paesi extra Ue mostra dati incoraggianti (rpt)

(ripetizione corretta) (ASCA) - Roma, 23 ott - ''L'export verso i Paesi extra UE mostra ancora di poter crescere. I dati diffusi oggi sono incoraggianti per due motivi: perche' indicano un positivo effetto sul saldo commerciale della caduta dei prezzi petroliferi e un aumento dell'interscambio con la Cina grazie all'accelerazione delle vendite''. Questo il commento del presidente dell'Agenzia ICE Riccardo Monti ai dati di Commercio dell'Italia con le aree extra Ue relativi a settembre 2013, diffusi oggi dall'Istat. ''Anche se i ritmi non sono particolarmente sostenuti con l'export a +1,2 per cento rispetto al mese precedente e le importazioni a +0,4 per cento'', ha commentato il girettore generale dell'Agenzia Roberto Luongo, ''il saldo resta attivo a dimostrazione di come l'export resti un elemento cruciale per la nostra bilancia dei pagamenti''. Il saldo commerciale con le aree esterne all'Ue ha registrato nel mese di settembre un attivo pari a 318 milioni (era -633 milioni nello stesso mese del 2012) di euro e nei primi nove mesi dell'anno l'avanzo complessivo del saldo merci dell'Italia e' stato di 11,4 miliardi di euro grazie al cospicuo avanzo della bilancia al netto dell'energia (49,4 miliardi nei primi 9 mesi) che riesce a compensare il disavanzo della bolletta energetica (-38 miliardi). Per quanto concerne i mercati, nel mese di settembre spicca la forte espansione delle vendite in Cina (+18,6 per cento), Mercosur (+16,9 per cento), Russia (+13,1 per cento), paesi Opec (+10,9 per cento), Turchia (+10,5 per cento), paesi asiatici EDA (+6,3 per cento). Si registrano flessioni in Svizzera (-17,1 per cento) Giappone (-4,1 per cento), Asean (-1,0 per cento). Restano stabili negli Stati Uniti (+0,5 per cento). Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, flettono da: paesi Opec (-33,2 per cento) Russia (-15,5 per cento) ed aumentano da Turchia (+19,9 per cento), paesi Asean (+11,9 per cento), Mercosur (+9,9 per cento) Stati Uniti e paesi asiatici EDA (+8,4 per cento), Cina (+3,9 per cento) e Svizzera (+3 per cento). Per quanto riguarda i comparti produttivi, i maggiori incrementi tendenziali delle esportazioni extra Ue italiane sono stati registrati da: beni strumentali (+9,3 per cento), beni di consumo non durevoli (+3,6 per cento) e durevoli (+3,1 per cento). Sono invece diminuite le esportazioni di prodotti intermedi (-8,7 per cento) ed energia (-8,6 per cento). Per le importazioni la diminuzione tendenziale e' dovuta essenzialmente al calo dell'energia (-22,5 per cento), gli altri comparti mostrano tassi di crescita; particolarmente significativi quelli dei prodotti strumentali (+18,5 per cento).

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