Costa Concordia, tecnici e assicuratori in fibrillazione, il recupero si avvicina

di James Mackenzie

ROMA (Reuters) - Quando le squadre di tecnici inizieranno a raddrizzare il relitto della Costa Concordia all'isola del Giglio lunedì, la posta in gioco per gli assicuratori sarà altrettanto elevata di quella dell'impresa titanica degli ingegneri.

Secondo la compagnia di riassicurazioni Munich Re, la perdita complessiva dal punto di vista assicurativo derivante dall'incidente potrebbe superare un miliardo e cento milioni di dollari. E la metà di quella cifra potrebbe essere assorbita solo dal costo dell'operazione di recupero.

"Penso che sia la più costosa operazione di rimozione di un relitto della storia", dice Rahul Khanna, ex capitano di petroliere e portarinfuse, oggi esperto consulente marittimo per il ramo di assicurazioni marittime di Allianz.

"Incrociamo le dita e speriamo solo che sia un successo, perché se non lo fosse, non voglio neanche pensare alle conseguenze finanziarie", dice.

Già si prevede che il costo dell'operazione, che nei giorni scorsi un dirigente di Costa Crociere stimava in 600 milioni di euro "e in aumento", sia maggiore del valore della nave stessa. Soprattutto se paragonato a quello di altri complessi interventi di recupero, come quello dell'MV Rena, un enorme porta-container affondato in Nuova Zelanda nel 2011, il cui costo è stimato intorno ai 240 milioni di dollari.

Le dimensioni della Costa Concordia, un grande hotel galleggiante che trasportava oltre 4.000 persone, tra passeggeri ed equipaggio quando è affondata, fanno sì che il recupero sia uno dei più complessi mai tentati.

La nave, che giace di lato su uno scoglio poco fuori l'imboccatura del porto, pesa 114.500 tonnellate, è lunga come tre campi di calcio e sembra grande quanto lo stesso piccolo porto dove affondò, dopo aver perforato la chiglia, il 13 gennaio 2012, provocando la morte di 32 persone.

Una squadra multinazionale di 500 esperti ha occupato l'isola per gran parte dell'ultimo anno, stabilizzando il colosso dei mari e preparandolo per l'avvio dei lavori, che inizieranno alle 6 di lunedì prossimo.

Se tutto andrà come previsto e le condizioni del tempo resteranno buone, l'operazione di "parbuckling" consisterà nella rotazione della nave grazie a una serie di cavi e macchine idrauliche, spingendo il relitto da sopra e da sotto, per rimetterlo lentamente in verticale.

Gli ingegneri si dicono fiduciosi: il progetto di parbuckling, che durerà 12 ore, funzionerà. Ma non c'è comunque la garanzia che qualcosa non vada storto.

"Le dimensioni della nave e la collocazione ne fanno l'operazione più impegnativa a cui abbia mai partecipato", dice Nick Sloane, un sudafricano con 30 anni di esperienza che è capo del progetto per la ditta appaltatrice Titan Salvage.

Una volta rimessa in verticale, la nave verrà resa stabile prima di essere eventualmente trainata altrove per essere smantellata. Ipotesi alternative, come quella di demolire la nave sul posto, sono stati bocciate perché ritenute troppo complicate.

SFIDE

Per una curiosa coincidenza, l'operazione di salvataggio avverrà lo stesso giorno in cui si tiene la conferenza dell'Unione internazionale dell'assicurazione marittima a Londra.

"E, come può immaginare, ci sarà un solo argomento di conversazione", dice un dirigente del settore.

Le navi da crociera sono tradizionalmente le più sicure tra le grandi navi, ma il settore assicurativo deve far fronte alla sfida crescente di una nuova generazione di super-navi come la Costa Concordia e i nuovi mostruosi cargo che solcano i mari con la crescita degli scambi commerciali globali.

Grande circa due volte e mezzo il Titanic, la Costa Concordia è un tipico modello dell'ultima generazione di navi da crociera, costruite per trasportare migliaia di passeggeri ed intrattenerli tra ristoranti, cinema e bar.

"Sono navi enormi, ora, e se qualcosa va storto ci troviamo di fronte a sfide serie, specialmente quando spingono verso l'estremo i confini del design", spiega ancora Khanna.

Le società assicuratrici hanno fatto i conti col nuovo profilo di rischio che presentano le nuove, enormi navi ed è stata rivolta particolare attenzione ai costi di recupero e di riparazione del danno ambientale in caso di incidente.

"Se una nave di questo tipo dovesse trovarsi in difficoltà o naufragare in una zona remota, ci potrebbero volere fino a due anni di tempo solo per rimuovere i container", dice Khanna. "Sono il genere di cose che preoccupano il settore".

Mentre le squadre di tecnici al Giglio si preparano, l'esperienza acquisita nella movimentazione della Costa Concordia dovrebbe fornire una serie di indicazioni sulla fattibilità in futuro di altri difficili interventi di recupero.

"Tutta l'operazione è completamente nuova, dunque tutti sono ansiosi di vedere come si farà e come, come si spera, avrà successo". -- Ha collaborato Eleanor Biles Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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