Aerospazio: Bertolone, aerei senza pilota per presidio del Mediterraneo

(ASCA) - Torino, 6 nov - Il presidio del Mediterraneo potrebbe essere realizzato con gli aerei senza pilota. E' quanto ha detto oggi il presidente del cluster tecnologico nazionale dell'aerospazio Giovanni Bertolone in occasione della due giorni dedicata agli interscambi culturali ed economici tra Italia e Polonia in corso a Torino. ''Ci vorrebbe uno Sky-Y a Lampedusa'', ha detto con una battuta Bertolone, gia' da a.d. di Alenia uno dei padri del progetto Uav per aerei 'unmanned' che poi con il contributo della Regione Piemonte nell'ambito del distretto dell'aerospazio piemontese, ha preso le sembianze dello Sky -Y. Il prototipo ha gia' superato diverse prove e due anni fa nell'ambito del progetto regionale Smat per il monitoraggio del territorio, ha gia' effettuato voli test in contemporanea con altri droni, il Falco di Selex Galileo e il D-Fly, sviluppato da Nimbus, nel Cuneese. Proprio l'aereo senza pilota sara', assieme alla elicotteristica, e ai motori, uno dei filoni da sviluppare all'interno della collaborazione siglata oggi dal distretto piemontese dell'aerospazio, dal cluster nazionale e dalla polacca Aviation valley, distretto del sud est del paese, e a cui si potrebbe unire in un secondo tempo, ha sottolineato Bertolone, anche il distretto della Slesia. L'accordo italo-polacco nell'aeronautica, che si accompagna a un protocollo di intesa anche sull'Ict, pone le basi per realizzare soggetti piu' competitivi in vista dei bandi Horizon 2020, il programma di finanziamento europeo per la ricerca e l'innivazione. E a questo proposito Bertolone ha indicato tre linee di sviluppo necessarie per l'industria europea, un sistema di sorveglianza duale del Mediterraneo, ai fini del monitoraggio del territorio e della sicurezza, sul modello del progetto italo-francese Orfeo (Cosmo-Skymed per la parte italiana) sui satelliti radar per l'osservazione terrestre, un lanciatore europeo, e ''qualcosa di piu' coraggioso'' nel campo dei velivoli transatmosferici. A proposito di distretti, Bertolone ha confermato come accanto ai cinque esistenti in Italia, (Piemonte, Lazio, Lombardia, Campania e Puglia) ''ci sono altre regioni nuove complementari che stanno organizzandosi e che possono arricchire questo quadro'', in particolare si tratta di Sardegna, Toscana, Umbria, e Emilia Romagna. A proposito del Cluster nazionale Bertolone ha infine ricordato che quest'anno ha ricevuto finanziamenti dal Miur per 4 progetti tecnologici per 40 milioni di euro, ''stiamo lavorando insieme alle piccole e medie imprese - ha aggiunto - per un nuovo progetto nel campo dei dirigibili stratosferici, e probabilmente inizieremo a collaborare su un altro tema che va nella direzione di dare piu' coraggio all'Europa, perche' non e' immaginabile che in un progetto come Flightpath 2050 (un programma attraverso il quale l'Europa mira a tagliare almeno il 75% delle emissioni di CO2 causate da decolli, viaggi e atterraggi dei moderni aeroplani, ndr), non si parli di velivoli ipersonici''.

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